Perché ultimamente le mie sensazioni hanno trovato espressione più frequente nella fotografia piuttosto che nella musica? Non c'è nulla di strano, tantissimi artisti, lungo la loro carriera, hanno sperimentato forme d'arte differenti. Personalmente quando mi avventuro in espressioni di tipo visivo mi capita di sentirmi più spensierato rispetto a quando faccio musica, più libero da preoccupazioni tecniche o domande di tipo estetico-filosofico, riguardo per esempio il senso di ciò che faccio. Sarà forse anche perché nella fotografia, nelle arti visive, non ho aspettative di alcun tipo e lo faccio esclusivamente per gioco? Penso sia questo che mi fa sentire più libero e rilassato.
L'ansia può diventare causa di un blocco creativo e l'artista può vagare tra i pensieri, senza che egli possa trovare risposte, ma può diventare anche un motore potente che lo invita a percorrere strade nuove, alla ricerca di invenzioni nuove e più consone a se stesso.
Rimuginare, pensare, ripensare e alimentare ansie non serve a nulla; creare invece, sperimentare, mettere in atto esperienze concrete può aiutare a maturare una visione nuova, grazie al sopraggiungere di nuove sensazioni, emozioni e quindi al superamento o magari solo ad un mutamento di uno stato interiore, comunque necessario per evitare lo stallo.
Di seguito la raccolta di scatti che vi avevo preannunciato sopra:
Dalla fotografia alla musica: le cover di Eddie Vedder
Un'altra esperienza che ho voluto fare di recente, sempre per contrastare lo stallo creativo, è la pubblicazione di due cover di Eddie Vedder, cantante dei Pearl Jam: No Ceiling e Society. Le ho registrate in una versione intima per voce e chitarra acustica che potete ascoltare direttamente qui sotto:
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