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Processi compositivi "concreti"


Quest'oggi ho scoperto delle vecchie foto nel mio archivio ed ho pensato di postarle. L'idea di farne un post a tema musicale mi ha però dissuaso dal pubblicarle così come le avevo colte nella loro forma originaria e mi ha invece esortato a giocarci un po' alla ricerca di qualcosa di diverso da ciò che in origine erano.

Questo processo, così semplice, ma così creativo, che ho, in maniera direi ingenua, applicato alla fotografia, si può applicare benissimo all'arte dei suoni ed in particolare all'arte dei suoni registrati. Non servono chiaramente una fotocamera o un cellulare, ma invece un registratore e tutt'al più dei microfoni esterni per avere una maggior definizione sonora. Modificando a piacimento le tracce sonore registrate, giocando con i parametri del suono da noi ritenuti più congeniali alla nostra operazione e guidati da uno spirito simile a quello dei pionieri francesi del GRM, Gruppo di Ricerche Musicali, ma con mezzi molto meno costosi e più duttili di quelli dell'epoca, andremo alla ricerca di una trovata. Per Francois Delalande una trovata non è altro che un frammento sonoro particolare su  cui, nell'atto di esplorazione, per esempio di un suono registrato, la nostra attenzione viene attirata e vi ci soffermiamo. Solo per il fatto che ci siamo fermati ad ascoltarlo più volte, potremmo pensare che questo frammento ci abbia colpiti e forse potremmo partire da questa trovata per una nuova composizione di musica concreta!

Cos'erano secondo voi la foto in alto e quella in basso prima di esser trasformate in altro? Scrivetelo pure nei commenti se volete. Secondo me della seconda foto potreste scorgere l'origine, ma della prima non credo proprio!




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