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Stili del jazz e generi che hanno contribuito alla sua nascita

Musiche dei neri d'America e influenze europee

WORKSONG

I worksong erano canti di lavoro che servivano agli schiavi impiegati nelle piantagioni di cotone a darsi il ritmo mentre lavoravano.

Si notino i suoni metallici nell'audio, gli schiavi spesso lavoravano incatenati. Si notino anche la forma responsoriale e lo stile improvvisativo, le voci non si alternano in modo ordinato, questo ci suggerisce che stiano componendo sul momento.


SPIRITUAL

Gli spiritual, diffusi nell'800, esprimevano il dolore di un popolo in schiavitù e la speranza di liberazione. I testi erano normalmente ispirati alle sacre scritture.

Negli spiritual originariamente non c'erano strumenti musicali, agli schiavi non era consentito possederne, questi gli avrebbero ricordato la loro terra d'origine. 

Capitava però che, al posto di percussioni, venissero usate mani, piedi e bastoni, come potete sentire in Wade the Water to my Knees, che significa "Cammina nell'acqua fino alle ginocchia". Il riferimento è al testo biblico che parla dell'attraversamento del mar Rosso da parte del popolo ebraico nella fuga dall'Egitto. E' un chiaro riferimento al desiderio di libertà di un popolo che vuole fuggire dal proprio stato di schiavitù. 

Esiste però un altro significato più pratico, infatti "camminare nell'acqua fino alle ginocchia" era anche un'indicazione agli schiavi su come mettere in pratica un'eventuale fuga. Il consiglio era di immergersi nell'acqua fino alle ginocchia, infatti solo camminando nell'acqua era possibile far perdere le proprie tracce, poiché fuori dall'acqua, i cani sarebbero riusciti facilmente a ritrovarli.

BLUES

Il blues, nato nella prima metà dell'800, è un canto che esprime il dolore di un singolo individuo, motivo per cui l'elemento corale è normalmente assente (si notino similitudini e differenze con lo spiritual).

In Sweet Home Chicago, di Robert Johnson, Re del Delta Blues (blues della regione della foce del Mississipi), potete osservare la tipica struttura AAB:
Frase A - 4 battute;
Frase A (uguale alla prima) - 4 battute;
Frase B (diversa dalle precedenti) - 4 battute.
Dopo queste dodici battute lo schema si ripete.

GOSPEL

Deriva dallo spiritual, ma al contrario del primo è vivace e gioso.
Il nome viene da God spell, parola di Dio.
Go Tell it on the Mountain è uno spiritual che ha cambiato veste ed è diventato un classico gospel che potete sentire qui sotto.


RAGTIME

Portato al successo da Scott Joplin, è un genere soprattutto pianistico, suonato nei locali come genere da intrattenimento. 

Incorpora elementi della musica africana come la sincope ed elementi della musica europea. Quella di Joplin era musica molto più legata allo spartito rispetto al jazz, dove invece la musica è molto più spesso improvvisata.

Joplin registrò i suoi brani su rulli di carta per pianoforti automatici, come anche questa versione di The entertainer, diventato più tardi un successo planetario grazie al film degli anni '70, La Stangata.

Il jazz degli esordi

Il jazz nasce a cavallo fra '800 e ''900 in varie città, ma soprattuto a New Orleans. 

STILE NEW ORLEANS


E' lo stile classico del jazz, quello degli esordi.

All'inizio è un genere principalmente da ballo e di facile ascolto, tendenze che vanno via via ad accentuarsi fino all'epoca dello swing, negli anni '30, momento di maggior popolarità del jazz.

Tutti i musicisti improvvisano spesso sovrapponendosi, per cui è possibile percepire una certa sensazione di "disordine" che potete sentire anche nel primo disco di Jazz, del 1917, del cornettista italo-americano Nick La Rocca, Livery Stable Blues.

Dal minuto 1:15 a 1:20 gli strumentisti imitano i versi di alcuni animali. In ordine di ascolto:

1. Gallo - Clarinetto;

2. Cavallo - Cornetta / Tromba;

3. Mucca - Trombone.

STILE CHICAGO

Differisce dallo stile New Orleans per il fatto che i solisti improvvisano una alla volta, in modo ordinato. Questo è evidente nel brano di Louis Armstrong, I Can't Give You Anything but Love.


Di seguito, sempre di Armstrong, What a Wonderful World, il suo pezzo più popolare.

SWING (Anni '30)

Lo swing si riconosce dal suo ritmo caratteristico, inoltre è ballabile, melodico, orecchiabile ed è suonato da grandi orchestre dette big band. E' il momento di maggior popolarità del jazz. 

Tra le più importanti big band c'era quella di Benny Goodman, il quale ebbe il coraggio di assumere musicisti neri, andando contro al pregiudizio razziale, ancora dominante all'epoca.

Il pezzo swing più famoso è In the Mood, di Joe Garland.


Jazz moderno: da musica da ballo a musica d'ascolto

BE-BOP (Anni '40)

Alla fine della seconda guerra mondiale non c'erano risorse economiche per tenere in vita le big band, lo swing conosce un rapido declino e si afferma uno stile nuovo, il be-bop, suonato da band di quattro o cinque elementi. 

Alcuni musicisti neri, stanchi della mercificazione che aveva caratterizzato lo swing, inventano uno stile sofisticato, dai ritmi frenetici, le armonie complicate, difficilissimo da suonare. Con brani come Salt Peanuts il jazz smette di essere musica da ballo e diventa pura espressione artistica, una musica per orecchi raffinati.

E' una rivoluzione musicale ma è anche un grido di orgoglio e protesta di una popolazione, quella degli afroamericani, che rivendicano il ruolo di protagonisti assoluti nella nascita e nello sviluppo del jazz, uno dei generi più popolari e influenti della musica moderna.

                                             

COOL JAZZ (Anni '50)

Atmosferico, spesso lento e sussurrato, dalle melodie di volta in volta orecchiabili o difficili.

Il pezzo di cool jazz più famoso è Take Five, di Dave Brubeck, un musicista bianco, nella cui band c'erano anche musicisti neri. Per questo motivo Brubeck dovette annullare dei concerti, in un'America che negli anni '50 faceva ancora differenza fra bianchi e neri.

FREE JAZZ (Anni '60)

In un'epoca di lotta per i diritti civili, il Free Jazz ambisce ad una libertà espressiva totale, che corrisponde al desiderio di libertà degli afroamericani. Lo stile inventato da Ornette Coleman con il suo album che si chiama proprio Free Jazz, è un grido di rabbia, dignità e libertà.











 

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